giovedì 28 luglio 2016

Pallanuoto e Olimpiadi: Louis de Breda Handley


Domanda: quanti sono gli atleti italiani che hanno partecipato ai Giochi olimpici di Saint Louis del 1904? Nessuno: l’Italia non mandò nessuno a gareggiare. Anzi no: il Belpaese fu in qualche modo rappresentato alla seconda edizione delle Olimpiadi. Di più: salì sul gradino più alto del podio. Accadde nella pallanuoto, con uno straordinario atleta chiamato Louis de Breda Handley.

Il suo vero nome di battesimo, in realtà, era Luigi. Ed è a Roma che nasce il giorno di San Valentino del 1874 da madre italiana e padre americano, tal Francis Montague Handley che L’Osservatore Romano attesta come scultore personale dei papi Leone XIII e Pio X. Luigi dimostra subito una naturale predisposizione per lo sport: nuotare nelle acque del Tevere è uno dei suoi passatempi preferiti. All'età di 22 anni decide di trasferirsi oltreoceano: arrivato a New York, dove trova lavoro in una ditta di import, aggiunge sul passaporto il cognome del padre e anglicizza il proprio nome in Louis.

martedì 26 luglio 2016

Pallanuoto e Olimpiadi: João Havelange



Nel Brasile che partecipa, senza lasciare granché traccia, al torneo di pallanuoto dei Giochi olimpici del 1952 a Helsinki c’è un aitante trentaseienne con i capelli chiari e lo sguardo glaciale. Detta così, parrebbe uno scandinavo piuttosto che un sudamericano. E in effetti al nome tipicamente brasiliano (João) contrappone un cognome di origine europea, belga per la precisione: Havelange. Un curioso binomio che diventerà famoso, soprattutto quando la carriera da atleta sfocerà in quella dirigenziale.

lunedì 4 luglio 2016

Europeiade: il trionfo della Grecia a Euro 2004



“Narrami, o Musa, dei valorosi ellenici le grandi gesta…”. 4 luglio 2004: gli americani staranno sicuramente celebrando l’Independence Day, magari accendendo il barbecue nel giardino di quelle villette che sembrano la riproduzione su larga scala dello stesso, identico modellino. Io, invece, festeggio la fine dell’esame di maturità: è il giorno successivo all’orale e, ormai libero da patemi, posso godermi l’epilogo degli Europei di calcio. Finale inedita e inattesa, quella di Lisbona: Grecia contro Portogallo.

Che ci crediate o no, non è del tutto fortuito che io, liceale appassionato di pallone, debba diplomarmi nell’anno in cui gli ellenici si sono ripresentati a una principale competizione calcistica. Anzi: la Moira, incarnazione del destino nella mitologica greca, ha voluto che nella seconda prova scritta dovessimo cimentarci con una versione di Platone. E ignoro, in quel momento, di esser giunto alle ultime pagine di un avvincente poema epico alla stregua di Iliade e Odissea.

sabato 23 gennaio 2016

Sport e letteratura: la ballata di Matthias Sindelar


Per quanto il fascino di certi luoghi sia un dato oggettivo, resto dell'idea che i viaggi vivono anche delle sensazioni, dello stato d'animo di un determinato momento della nostra vita. È quanto mi è accaduto con Vienna, visitata in occasione del Capodanno di due anni fa. La città è meravigliosa, di un'eleganza sobria e mai pacchiana, trasuda storia in ogni suo angolo. 

Aggiungeteci che si trattava della mia prima, vera vacanza dopo tempo immemore, del primo viaggio con la mia attuale compagna, ed ecco che torno a casa assolutamente incantato dalla patria dei caffè e della Sacher. 

sabato 26 dicembre 2015

Sheffield e il Boxing Day Massacre


Photo owlstalk.co.uk
Tu chiamale, se vuoi, tradizioni: addobbare albero e presepe l'8 dicembre di ogni anno, trascorrere la sera della vigilia sempre attorno allo stesso tavolo, scartare i regali allo scoccare della mezzanotte oppure aspettare la mattina successiva. Ma in Inghilterra il Natale si arricchisce di un ulteriore rituale, il Boxing Day: quel giorno si distribuiscono gli avanzi di un pranzo luculliano, inscatolati, ai bisognosi. e soprattutto si torna a tifare per la squadra del cuore, quasi fosse un sabato o una domenica qualsiasi.

Di là dalla Manica usa così: la mattina di Natale tutti a tavola con i famigliari, il giorno successivo meglio il verde del campo di gioco che quello dell'albero di Natale. Una tradizione nata nel lontano 1860, quando Hallam Football Club e Sheffield Football Club si sfidarono sul campo di Sandygate. 119 anni dopo, sono altre due squadre a far palpitare gli sportivi della città delle acciaierie.

mercoledì 25 novembre 2015

L'esilio dello Shakhtar Donetsk



Foto espn.com

Giocare in casa a 1.236 chilometri da... casa. È la assurda situazione che lo Shakhtar Donetsk, la seconda squadra di calcio più titolata in Ucraina, sta vivendo da quasi due anni. Da quando, precisamente, nell'Ucraina orientale è iniziato il conflitto tra le truppe del governo ucraino e i separatisti filorussi - si ricorderà la crisi di Crimea e l'annessione alla Federazione russa dell'omonima penisola affacciata sul Mar Nero.

lunedì 12 ottobre 2015

"Storie (stra)ordinarie di sport" premiato a Overtime



Tu chiamale, se vuoi, soddisfazioni. Sabato scorso "Storie (stra)ordinarie di sport" è stato premiato a Macerata nell'ambito di Overtime, festival del racconto e dell'etica sportiva giunto alla sua quinta edizione: quest'anno è stato istituito un concorso per tutti coloro che gestiscono e scrivono su siti web e blog. E "Storie (stra)ordinarie di sport" è stata una delle realtà premiate dalla giuria di qualità di Overtime Web Festival, composta da giornalisti sportivi e atleti.

venerdì 9 ottobre 2015

USA-Messico, rivalità di frontiera



L'hanno già definito, forse con un pizzico di esagerazione, "the most important non-World Cup match in ages" nella storia della rivalità tra Stati Uniti e Messico. Ed effettivamente l'incrocio di sabato prossimo, per quanto privo del pathos suscitato da una partita ai Mondiali, non è minimamente assimilabile a una semplice amichevole. Perché sul prato del "Rose Bowl" di Pasadena le nazionali dei due Paesi confinanti duelleranno per afferrare la CONCACAF Cup e qualificarsi per la Confederations Cup che fungerà da prodromo ai Mondiali in Russia. Sarà la sessantaseiesima volta che statunitensi e messicani si sfideranno correndo dietro un pallone da calcio. E il clima sarà particolarmente torrido: si giocherà in California, in passato contesa tra i due Paesi, sotto gli occhi di oltre 90mila tifosi e l'ex calciatore Landon Donovan ha pubblicamente chiesto la testa del ct Jürgen Klinsmann in caso di sconfitta.

Dimenticatevi la finissima sabbia delle spiagge caraibiche, le impervie foreste canadesi, le monumentali piramidi Maya negli staterelli stretti nella morsa tra i due grandi continenti: nel calcio la geografia dell'America settentrionale e centrale è (quasi esclusivamente) un affare tra Stati Uniti e Messico.