sabato 23 gennaio 2016

Sport e letteratura: la ballata di Matthias Sindelar


Per quanto il fascino di certi luoghi sia un dato oggettivo, resto dell'idea che i viaggi vivono anche delle sensazioni, dello stato d'animo di un determinato momento della nostra vita. È quanto mi è accaduto con Vienna, visitata in occasione del Capodanno di due anni fa. La città è meravigliosa, di un'eleganza sobria e mai pacchiana, trasuda storia in ogni suo angolo. 

Aggiungeteci che si trattava della mia prima, vera vacanza dopo tempo immemore, del primo viaggio con la mia attuale compagna, ed ecco che torno a casa assolutamente incantato dalla patria dei caffè e della Sacher. 

sabato 26 dicembre 2015

Sheffield e il Boxing Day Massacre


Photo owlstalk.co.uk
Tu chiamale, se vuoi, tradizioni: addobbare albero e presepe l'8 dicembre di ogni anno, trascorrere la sera della vigilia sempre attorno allo stesso tavolo, scartare i regali allo scoccare della mezzanotte oppure aspettare la mattina successiva. Ma in Inghilterra il Natale si arricchisce di un ulteriore rituale, il Boxing Day: quel giorno si distribuiscono gli avanzi di un pranzo luculliano, inscatolati, ai bisognosi. e soprattutto si torna a tifare per la squadra del cuore, quasi fosse un sabato o una domenica qualsiasi.

Di là dalla Manica usa così: la mattina di Natale tutti a tavola con i famigliari, il giorno successivo meglio il verde del campo di gioco che quello dell'albero di Natale. Una tradizione nata nel lontano 1860, quando Hallam Football Club e Sheffield Football Club si sfidarono sul campo di Sandygate. 119 anni dopo, sono altre due squadre a far palpitare gli sportivi della città delle acciaierie.

mercoledì 25 novembre 2015

L'esilio dello Shakhtar Donetsk



Foto espn.com

Giocare in casa a 1.236 chilometri da... casa. È la assurda situazione che lo Shakhtar Donetsk, la seconda squadra di calcio più titolata in Ucraina, sta vivendo da quasi due anni. Da quando, precisamente, nell'Ucraina orientale è iniziato il conflitto tra le truppe del governo ucraino e i separatisti filorussi - si ricorderà la crisi di Crimea e l'annessione alla Federazione russa dell'omonima penisola affacciata sul Mar Nero. 


lunedì 12 ottobre 2015

"Storie (stra)ordinarie di sport" premiato a Overtime



Tu chiamale, se vuoi, soddisfazioni. Sabato scorso "Storie (stra)ordinarie di sport" è stato premiato a Macerata nell'ambito di Overtime, festival del racconto e dell'etica sportiva giunto alla sua quinta edizione: quest'anno è stato istituito un concorso per tutti coloro che gestiscono e scrivono su siti web e blog. E "Storie (stra)ordinarie di sport" è stata una delle realtà premiate dalla giuria di qualità di Overtime Web Festival, composta da giornalisti sportivi e atleti.

venerdì 9 ottobre 2015

USA-Messico, rivalità di frontiera



L'hanno già definito, forse con un pizzico di esagerazione, "the most important non-World Cup match in ages" nella storia della rivalità tra Stati Uniti e Messico. Ed effettivamente l'incrocio di sabato prossimo, per quanto privo del pathos suscitato da una partita ai Mondiali, non è minimamente assimilabile a una semplice amichevole. Perché sul prato del "Rose Bowl" di Pasadena le nazionali dei due Paesi confinanti duelleranno per afferrare la CONCACAF Cup e qualificarsi per la Confederations Cup che fungerà da prodromo ai Mondiali in Russia. Sarà la sessantaseiesima volta che statunitensi e messicani si sfideranno correndo dietro un pallone da calcio. E il clima sarà particolarmente torrido: si giocherà in California, in passato contesa tra i due Paesi, sotto gli occhi di oltre 90mila tifosi e l'ex calciatore Landon Donovan ha pubblicamente chiesto la testa del ct Jürgen Klinsmann in caso di sconfitta.

Dimenticatevi la finissima sabbia delle spiagge caraibiche, le impervie foreste canadesi, le monumentali piramidi Maya negli staterelli stretti nella morsa tra i due grandi continenti: nel calcio la geografia dell'America settentrionale e centrale è (quasi esclusivamente) un affare tra Stati Uniti e Messico.

sabato 26 settembre 2015

Géza Kertész, lo "Schindler" del calcio italiano


"Avrei voluto vivere nel 1942, per vedere realmente la Seconda guerra mondiale...tanto il militare non l’avrei fatto": è passata quasi una settimana dalla serata conclusiva di Miss Italia eppure non si placano le polemiche per la dichiarazione della nuova reginetta Alice Sabatini. Il sindaco di Stazzema Maurizio Verona l’ha ufficialmente invitata a Sant’Anna di Stazzema, a toccare con mano il ricordo dell’eccidio del 12 agosto 1944. Io, nel mio piccolo e senza immischiarmi in questa diatriba, mi limito a narrare un pezzo di storia. Un racconto che intreccia il calcio, la mia città, la guerra e l’olocausto: la storia di Géza Kertész.

martedì 4 agosto 2015

Il grande Górski


Foto leniarski.blox.pl/
Robert Lewandowski, Grzegorz Krychowiak, Kamil Glik, Wojciech Szczęsny: una bella nidiata di talenti fa (ben) sperare i calciofili polacchi di vedere i Biało-czerwoni - i "biancorossi", soprannome affibbiato alla nazionale - risollevarsi dall'anonimato e tornare ad essere una squadra temibile. 

Le qualificazioni agli Europei del 2016 sembrano legittimare un simile ottimismo: la Polonia è alla guida del Girone D con 14 punti, uno in più della Germania campione del mondo clamorosamente sconfitta con due reti di scarto lo scorso ottobre a Varsavia. Dopo la delusione dell'ultimo Europeo, dove i polacchi sono usciti miseramente al primo turno pur giocando sul suolo natio, arrivare in Francia a non rimediar figuracce è una giusta ambizione. 

Ma forse, con il dovuto rispetto ai selezionatori alternatisi in questi anni sulla panchina biancorossa, quello che manca alla nazionale e all'intero movimento è forse un erede del più carismatico e influente tra gli allenatori polacchi: Kazimierz Górski.

sabato 25 luglio 2015

One love: Bob Marley e il calcio


"Se non fossi diventato un cantante sarei stato un calciatore.. o un rivoluzionario. Il calcio significa libertà, creatività. Significa dare libero corso alla propria ispirazione"
(Bob Marley)

Per chi, come me, è nato negli anni Ottanta e cresciuto nel decennio successivo, tra i ricordi legati ai Mondiali in Francia del 1998 che riaffiorano alla mente c'è sicuramente la storica partecipazione della Giamaica, rimasta finora confinata a quell'edizione. 

I Reggae Boyz furono eliminati già al primo turno ma, almeno, conobbero la gioia del primo successo battendo il Giappone. Era la Giamaica delle treccine di Teddy Whithmore, del "Ronaldo dei Caraibi" Deon Burton, del portiere che aveva disegnate foglie di marijuana sulle maniche della maglia. 

 E siccome domani la nazionale caraibica contenderà al Messico la Gold Cup - chi l'avrebbe mai detto che avrebbero sbattuto fuori gli strafavoriti americani? - oggi celebro il legame tra il calcio e uno dei giamaicani, se non il giamaicano, più celebri e celebrati in tutto il mondo: Bob Marley.